En 2009, Massimo Ciancimino, fils de l'ancien maire de Palerme Vito Ciancimino, déclare que l'establishment italien et la mafia avaient à l'époque négocié un pacte. Il 1992 è un anno che difficilmente può essere dimenticato, a causa delle stragi di mafia in cui hanno perso la vita i giudici Giovanni Falcone (Strage di Capaci) e Paolo Borsellino (Strage di Via d’Amelio). Le prime indagini furono portate avanti da una task force guidata dal questore Arnaldo La Barbera, ex-capo della squadra mobile di Palermo, che aveva basato le indagini sulle dichiarazioni del pentito Vincenzo Scarantino, mafioso della Guadagna che si era autoaccusato di aver rubato la Fiat 126 usata nell'attentato. [16], The first investigations led to the arrest of Vincenzo Scarantino on 26 September 1992, accused by pentiti of having stolen the car used in the explosion. Nell'aprile 2017 la Corte d'assise di Caltanissetta condannò in primo grado Tutino e Madonia all'ergastolo per il reato di strage mentre gli ex collaboratori Andriotta e Pulci vennero condannati a dieci anni di carcere per calunnia; il reato di Scarantino venne invece prescritto grazie alla concessione delle attenuanti per essere stato indotto a rendere false dichiarazioni[51]. A first trial for the massacre ended on 26 January 1996, with Scarantino sentenced to 18 years in prison, while Giuseppe Orofino, Salvatore Profeta and Pietro Scotto, those who prepared the bomb and intercepted the phone, were sentenced to life imprisonment. Le capitaine des carabiniers, Arcangioli, a déclaré qu'il ne portait pas d'uniforme ce jour là. [30], Nel 1999 la Corte d'Assise di Caltanissetta condannò in primo grado all'ergastolo Giuseppe Madonia, Benedetto Santapaola, Giuseppe Calò, Giuseppe Farinella, Raffaele Ganci, Antonino Giuffrè, Filippo Graviano, Michelangelo La Barbera, Giuseppe e Salvatore Montalto, Matteo Motisi, Bernardo Provenzano, Salvatore Biondo (classe 1955), Cristofaro Cannella, Domenico e Stefano Ganci mentre il collaboratore di giustizia Salvatore Cancemi venne condannato a ventisei anni di carcere, l'altro collaboratore Giovan Battista Ferrante a ventitré anni, Francesco Madonia a diciotto anni, Salvatore Biondo (classe 1956) a dodici anni mentre Mariano Agate, Salvatore Buscemi, Antonino Geraci, Giuseppe Lucchese, Benedetto Spera e il collaboratore di giustizia Giovanni Brusca a sedici anni. de TNT, avait été placé dans une Fiat 126[5]. Intitulée « 19 juillet 1992: Una strage di stato » (19 juillet 1992: un massacre d'État), cette lettre soutient l'hypothèse selon laquelle le ministre de l'Intérieur Mancino connaissait les raisons de l'assassinat du juge[13]. [46], Il 2 marzo 2012 il giudice per le indagini preliminari di Caltanissetta emise un'ordinanza di custodia cautelare per Vittorio Tutino, Calogero Pulci (accusato di calunnia), Salvatore Madonia (accusato di essere stato un componente della "Commissione provinciale" di Cosa Nostra in qualità di reggente del mandamento di Resuttana e quindi di avere avallato la strage) e Salvatore Vitale (accusato da Spatuzza di avere messo a disposizione il suo maneggio per la consegna delle targhe rubate da apporre sull'autobomba per evitarne l'identificazione e di avere controllato le visite del giudice Borsellino alla madre poiché abitava nello stesso palazzo in via d'Amelio):[16] tuttavia il procedimento a carico di Vitale venne sospeso per via delle sue gravi condizioni di salute, che lo portarono alla morte qualche tempo dopo;[47] infine, nel novembre dello stesso anno, la Procura di Caltanissetta chiuse le indagini sulla strage. L'agenda rossa (« agenda rouge »), le cahier rouge dans lequel Borsellino avait l'habitude de noter les détails de ses enquêtes et qu'il portait toujours sur lui, a disparu du site peu de temps après l'explosion. Scotto et Orofino ont toutefois été acquittés en appel. Carabinieri captain Arcangioli said he was not wearing uniform at the scene. Perché il vero amore consiste nell'amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare», Rassegna stampa: le inchieste sulla trattativa tra Cosa Nostra e pezzi dello Stato, 57 giorni a Palermo. Un autre agenda en possession de la famille Borsellino est annoté par le juge : « 1 juillet 19 h 30 : Mancino  »[10]. La Fiat è … Riina aveva infatti assicurato ai membri dell'organizzazione che, in virtù dei suoi contatti a livello politico, il verdetto di Cassazione sarebbe stato favorevole a Cosa nostra. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 18 lug 2018 alle 09:45. [3] In September 2005, Ayala changed his version, saying he took the agenda rossa while exploring the destroyed car and later gave it to a carabinieri officer who was there. CON GNUNI SCOPRI LA SICILIA! Moovit helps you find alternative routes or times. "Mancino himself told me that he had met Borsellino on 1 July 1992. Mafia e stato: un dialogo a colpi di bombe, «Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. The only survivor of the escort in the bombing, Antonino Vullo, said the judge had stayed in his summer residence outside Palermo from 1:30 p.m. to around 4:00 p.m., when he and the escort drove to Via D'Amelio in the Sicilian capital, where he was to meet his mother. Vittorio Aliquò, un autre magistrat, a déclaré par la suite qu'il avait accompagné Borsellino « jusqu'au seuil du bureau du ministre  »[11]. Ore 16.58: 28 anni fa - una domenica come oggi - una nube di morte e cenere, si posò su via D’Amelio. La voiture dans laquelle Borsellino voyageait a explosé, avec l'une des voitures d'escorte, alors que Vullo était assis dans une troisième voiture[4]. Moovit provides free maps and live directions to help you navigate through your city. Click on the Train route to see step by step directions with maps, line arrival times and updated time schedules. Il fallimento della promessa di Riina costituiva dunque un grave colpo alla credibilità del capo, che promise di punire duramente i responsabili: innanzitutto i giudici che avevano istruito il Maxiprocesso, i cui simboli erano Giovanni Falcone e Paolo Borsellino; in secondo luogo i referenti politici di Cosa nostra, responsabili del tradimento del patto con l'organizzazione: prima di tutti Salvo Lima, ucciso infatti il 12 marzo 1992. Le frère de Scotto, Pietro, avait effectué des travaux d’entretien sur les lignes téléphoniques de la Via d’Amelio ; il a été découvert par la suite que Pietro avait mis le téléphone de la mère de Borsellino sous écoute afin de connaître l'heure d'arrivée du magistrat. [17], Durante le udienze, gli avvocati difensori chiamarono a testimoniare un transessuale e due travestiti che affermavano di avere avuto una relazione con Scarantino, al fine di screditarne le dichiarazioni;[18] infine nel luglio 1995 Scarantino ritrattò le sue accuse nel corso di un'intervista telefonica trasmessa da Studio Aperto, dichiarando di avere accusato degli innocenti. Scarantino est condamné à 18 ans de prison, tandis que Giuseppe Orofino, Salvatore Profeta et Pietro Scotto,qui ont préparé la bombe et intercepté le téléphone, sont condamnés à la prison à vie[16]. La domenica del 19 luglio 1992, dopo aver pranzato a Villagrazia di Carini con la moglie Agnese e i figli Manfredi e Lucia, Paolo Borsellino si reca insieme alla sua scorta in via D’Amelio, dove vivono sua madre e sua sorella Rita. Le chef de Cosa Nostra, Totò Riina, a évoqué la présence des services de renseignement italiens à Monte Pellegrino le 22 mai 2004, lors du procès relatif à Attentat de la Via dei Georgofili[14]. Entre-temps, 7 000 soldats ont été envoyés en Sicile pour patrouiller sur les sites de possibles attaques[7]. The closest stations to Strage Di Via D'Amelio are: These Bus lines stop near Strage Di Via D'Amelio: 107, 603, 721. Interview of agent Vullo the day after the massacre. A second trial was started in 1999 after Scarantino changed his statements; this time, Salvatore Riina, Pietro Aglieri, Salvatore Biondino, Carlo Greco, Giuseppe Graviano, Gaetano Scotto and Francesco Tagliavia were sentenced to life imprisonment. The chief prosecutor of Palermo, Pietro Giammanco, resigned. [2][3][4][5], Il 19 luglio 1992, alle ore 16:59, una Fiat 126 rubata contenente circa 90 chilogrammi di esplosivo del tipo Semtex-H (miscela di PETN, tritolo e T4)[6][7] telecomandati a distanza, esplose in via Mariano D'Amelio 21 a Palermo, sotto il palazzo dove all'epoca abitavano Maria Pia Lepanto e Rita Borsellino (rispettivamente madre e sorella del magistrato), presso le quali il giudice quella domenica si era recato in visita;[8][9] l'agente sopravvissuto Antonino Vullo descrisse così l'esplosione: «Il giudice e i miei colleghi erano già scesi dalle auto, io ero rimasto alla guida, stavo facendo manovra, stavo parcheggiando l'auto che era alla testa del corteo. Nella giornata di ieri, al Tribunale di Caltanissetta, ha avuto luogo la deposizione fiume, in qualità di testimone, del consigliere del Csm Nino Di Matteo, nel processo sul cosiddetto depistaggio sulla strage di … https://fr.wikipedia.org/w/index.php?title=Attentat_de_la_via_D%27Amelio&oldid=173881527, Article contenant un appel à traduction en italien, Portail:Sciences humaines et sociales/Articles liés, Portail:Époque contemporaine/Articles liés, licence Creative Commons attribution, partage dans les mêmes conditions, comment citer les auteurs et mentionner la licence. [3], The bombing occurred at 4:58 p.m. on 19 July 1992, 57 days after the Capaci bombing, in which Borsellino's friend, anti-mafia magistrate Giovanni Falcone, had been killed with his wife and police escort. L'ipotesi degli inquirenti attuale è che Scarantino fosse stato indotto ad auto-accusarsi dalla task force guidata dall'allora questore La Barbera, risultato essere, dopo la sua morte, a libro paga dei Servizi segreti con il nome in codice "Catullo". luogo della strage di mafia di via d'Amelio, Gate 2 c/o Aeroporto di Palermo-Punta Raisi "Falcone e Borsellino", Bus Shuttle Aeroporto Falcone e Borsellino. L'evento risultò fatale per Cosa nostra, soprattutto perché intaccava il prestigio della leadership di Salvatore Riina. This was discovered by analyzing the phone calls of mafia boss Gaetano Scotto, who called a SISDE phone in the castle. These are the lines and routes that have stops nearby - Bus: 107, 603, 721 Train: B. Condannati gli altri falsi pentiti, I giudici: «Via D’Amelio il più grande depistaggio della storia» Il video, Paolo Borsellino, i misteri sulla strage di via d'Amelio 25 anni dopo: dal depistaggio senza colpevoli all'Agenda rossa, Strage via D'Amelio, richiesta di rinvio a giudizio per Bo - TGR Friuli Venezia Giulia, Via D'Amelio, 3 poliziotti a processo per depistaggio, La trattativa. L'unico sopravvissuto fu l'agente Antonino Vullo, risvegliatosi in ospedale dopo l'esplosione, in gravi condizioni (al momento dell'esplosione stava parcheggiando una delle auto della scorta). Après ces nouvelles révélations, les procureurs siciliens ont ouvert de nouvelles enquêtes en partant du principe que Borsellino était au courant des négociations entre la mafia, le SISDE et de hauts responsables politiques et qu’il a été assassiné pour cette raison[18]. Mancino, cependant, a toujours nié avoir rencontré Borsellino[3]. Secondo la testimonianza di Antonino Vullo, unico agente della scorta sopravvissuto alla strage, la Fiat 126 esplose nel momento in cui Paolo Borsellino alzò la mano per citofonare. I ask senator Mancino, who shed a tear, I remember, during a commemoration of Paolo in Palermo in the years after 1992, to strain his memory to tell us what they talked about in the meeting with Paolo in the days immediately before his death. Le dichiarazioni di Spatuzza hanno portato il 22 marzo 2013 all'apertura di un nuovo processo (il Processo Borsellino quater) presso la Corte d'Assise di Caltanissetta, a carico di Vittorio Tutino, Vincenzo Scarantino, Francesco Andriotta, Calogero Pulci ed il boss Salvatore Madonia. Looking for the nearest stop or station to Strage Di Via D'Amelio? Les détails de la réunion n'ont jamais été divulgués, mais il est probable que Borsellino les ait annotés dans son ordre du jour. Au même moment, une lettre du frère de Borsellino, Salvatore, a été publiée. GNUNI E' UNA GUIDA PER IL TURISTA IN SICILIA. Moovit, an Intel company, is the world’s leading Mobility as a Service (Maas) solutions company and maker of the #1 urban mobility app. [16][43] In seguito a queste dichiarazioni, la Procura di Caltanissetta riaprì le indagini sulla strage di via d'Amelio: nel 2009 gli ex collaboratori di giustizia Scarantino, Candura e Andriotta dichiararono ai magistrati di essere stati costretti a collaborare dal questore La Barbera e dal suo gruppo investigativo, che li sottoposero a forti pressioni psicologiche, maltrattamenti e minacce per spingerli a dichiarare il falso, mentre l'ex collaboratore Calogero Pulci sostenne di avere agito di sua iniziativa perché, a suo dire, voleva aiutare gli inquirenti. He initially stumbled on the corpse of Borsellino without recognizing it, as the dead judge was limbless. Le procureur en chef de Palerme, Pietro Giammanco, a démissionné. The night after, protesters peacefully besieged the prefecture of Palermo. A video showing Arcangioli holding the agenda rossa while inspecting the bombing area was aired in news on Italian state channel Rai 1 in 2006. La Strage di Via Mariano d'Amelio fu un attentato mafioso ad opera di Cosa Nostra in cui perse la vita il giudice Paolo Borsellino. Il suo attivismo in tal senso è stato considerato per anni il movente della Strage di via d'Amelio. Dans une interview télévisée du 24 juillet 2009, Ayala a déclaré : « Mancino lui-même m'a dit qu'il avait rencontré Borsellino le 1er juillet 1992. Questa pagina è stata letta 22 230 volte. La strage di via d’Amelio, 19 luglio 1992. [15] In an interview on the Italian state TV documentary show La storia siamo noi (History is Us), Borsellino's widow said he, in the days before the massacre, had her close the shutters on the windows because "they can observe us from Castello Utveggio". [32] Il 9 luglio 2003 lo stralcio del Borsellino ter e parte del procedimento per la strage di Capaci, entrambi rinviati dalla Cassazione alla Corte d'assise d'appello di Catania, vennero riuniti in un unico processo perché avevano imputati in comune:[33] vennero ascoltati in aula i nuovi collaboratori di giustizia Antonino Giuffrè, Ciro Vara e Calogero Pulci (che resero dichiarazioni sulle riunioni delle "Commissioni" provinciale e regionale di Cosa Nostra in cui vennero decise le stragi)[34] e nell'aprile 2006 la Corte d'assise d'appello di Catania condannò all'ergastolo Salvatore Montalto, Giuseppe Farinella, Salvatore Buscemi e Benedetto Santapaola mentre, per la strage di Capaci, vennero condannati all'ergastolo anche Giuseppe Montalto, Giuseppe Madonia, Carlo Greco, Pietro Aglieri, Mariano Agate e Benedetto Spera; Antonino Giuffrè e Stefano Ganci vennero condannati rispettivamente a venti e ventisei anni di carcere; Giuseppe Lucchese venne invece assolto. [16], Nel giugno 2008 Gaspare Spatuzza (ex mafioso di Brancaccio) iniziò a collaborare con la giustizia e si autoaccusò del furto della Fiat 126 utilizzata nell'attentato, smentendo la versione data dai collaboratori di giustizia Scarantino e Candura: in particolare Spatuzza dichiarò di avere compiuto il furto dell'auto la notte dell'8 luglio 1992 (dieci giorni prima dell'attentato) insieme al suo sodale Vittorio Tutino, su incarico di Cristofaro Cannella e Giuseppe Graviano (capo della Famiglia di Brancaccio); Spatuzza riferì anche che portò l'auto rubata nell'officina di tale Maurizio Costa (dove vennero riparati i freni e la frizione danneggiati) e poi il 18 luglio (il giorno prima della strage) in un altro garage vicino a via d'Amelio, dove Lorenzo Tinnirello e Francesco Tagliavia provvidero a preparare l'innesco e l'esplosivo all'interno dell'auto. Nonostante le sue importanti dichiarazioni, Spatuzza ha dichiarato di non sapere chi del commando abbia premuto il telecomando. (Scarantino later became a pentito himself.) Scarantino est devenu par la suite un pentito. [16] Nel 2009, in seguito alle dichiarazioni di Massimo Ciancimino che riguardavano l'inchiesta sulla cosiddetta "trattativa Stato-mafia", le Procure di Caltanissetta e Palermo ascoltarono le testimonianze di Liliana Ferraro (ex vice direttore degli affari penali presso il Ministero della Giustizia) e dell'ex ministro Claudio Martelli, i quali confermarono di essere stati avvicinati dall'allora colonnello dei carabinieri Mario Mori che chiedeva "copertura politica" per i suoi contatti con Vito Ciancimino al fine di fermare le stragi; in particolare la Ferraro dichiarò che ne parlò con il giudice Borsellino, che si dimostrò già informato dei contatti tra Ciancimino e i carabinieri. Check out this list of stops closest to your destination: Autonomia Siciliana - D'Amelio; Generale Cascino - Fiera Del Mediterraneo; Fiera; Rabin - Ammiraglio Rizzo. Une vidéo montrant le capitaine Arcangioli portant le cartable du juge Borsellino tout en inspectant la zone de l'attentat a été diffusée dans les actualités de la chaîne nationale italienne Rai 1 en 2006 [9]. Ayala, who said he had refused to receive it, was later criticized for saying escorts to anti-mafia judges should be reduced, despite evidence of further failed attempts to kill them in subsequent years. [36], Nel 1993 la Procura di Caltanissetta aprì un secondo filone d'indagine parallelo per accertare le responsabilità nelle stragi di Capaci e via d'Amelio di eventuali suggeritori o concorrenti esterni all'organizzazione mafiosa (i cosiddetti "mandanti occulti" o "a volto coperto"): nel 1998 vennero iscritti nel registro degli indagati Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri sotto le sigle “Alfa” e “Beta” per concorso in strage, soprattutto in seguito alle dichiarazioni de relato del collaboratore di giustizia Salvatore Cancemi;[37] tuttavia nel 2002 il giudice per le indagini preliminari di Caltanissetta archiviò l'inchiesta su “Alfa” e “Beta” al termine delle indagini preliminari poiché non si era potuta trovare la conferma delle chiamate de relato.

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